Il Sovrano Militare Ordine di Malta nel Cilento: a Rodio e a San Mauro La Bruca nel 1200

Pubblicato il 19 Marzo 2008 in Argomenti vari


 

 

 

 

Rodio e S. Mauro La Bruca dal 1200 erano possedimenti dell’Ordine Giovannita, detto poi di Malta, e proprio grazie alla presenza stabile dei Cavalieri i due nuclei rurali si aggregarono fino a diventare città.

La scoperta è di una ricercatrice del Cnr di Roma che ha rinvenuto nella National Library of Malta un manoscritto del 1626 e, all’interno di esso, due carte sciolte (acquarelli) datate al 1660 che raffigurano con dovizia di particolari i due paesi del Cilento. I risultati del lavoro di ricerca, che per la prima volta include nell’elenco ufficiale dei possedimenti dell’Ordine questi due centri, sono confluiti nel volume “Le città dei cavalieri” di Antonella Pellettieri, dirigente di ricerca di storia medievale del Cnr e responsabile del progetto internazionale “Territorio e insediamento in Europa e nel Mediterraneo” (in cui rientra lo studio dedicato agli ordini cavallereschi).

La presentazione del libro si terrà venerdì 4 gennaio alle ore 18.00 a Rodio, nella chiesa di S. Agnello Abate, e il giorno successivo a S. Mauro la Bruca.

La scoperta di Antonella Pellettieri include a pieno titolo i due centri tra i possedimenti dell’Ordine, legandoli inscindibilmente alla storia dei Cavalieri Giovanniti che lottavano per liberare il Santo Sepolcro, ma avevano come missione anche la cura dei malati, l’assistenza ai poveri e l’aiuto ai pellegrini. Dai possedimenti più lontani dalle vie di comunicazione per Gerusalemme traevano derrate alimentari e rendite che servivano a finanziare la loro opera e la guerra santa. E questo doveva essere il ruolo anche di Rodio, la cui denominazione richiama l’isola di Rodi, sede dell’ordine, e S. Mauro La Bruca, il cui stemma comunale è identico a quello dei cavalieri di Malta.
Il sindaco di Rodio, Cesare Festa, fa sapere che ha già chiesto alla Regione Campania di conferire al comune il riconoscimento di “centro storico di particolare pregio”, per poi restaurare il grandioso Palazzo Landulfo, autentico monumento di storia e cultura oggi purtroppo non fruibile.

 

Fonte http://www.campaniasuweb.it



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