Chiese e commende dell’Ordine di Malta in Campania (di Emilio Ricciardi)

Pubblicato il 26 Giugno 2008 in Argomenti vari

Emilio Ricciardi, Chiese e commende dell’Ordine di Malta in Campania, Napoli 2007.

 

 

"Il XVII secolo, con l’estinguersi della minaccia turca, fu il periodo di massima potenza per l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, più noto come Ordine di Malta. La rete di insediamenti, già estesa per tutta l’Europa, divenne ancora più fitta grazie ai grandi possedimenti di beni immobili che i cavalieri di San Giovanni, ai quali era affidata la cura degli ospizi aperti nei luoghi santi e la difesa dei pellegrini, ricevettero dalle gerarchie civili ed ecclesiastiche per i loro meriti. Nelle nazioni cattoliche, come la Spagna e il Regno di Napoli, per tutta l’Età Moderna, lun-go le principali vie di pellegrinaggio e nelle città portuali, i cavalieri di Malta continuarono a fonda-re le loro commende, complessi edilizi dotati di chiese, ospizi e taverne. In origine le commende avevano l’aspetto di residenze fortificate, ma col passare del tempo assunsero sempre più spesso il carattere di aziende agricole, con la conseguenza che solo un ridotto numero di cavalieri continuò a praticare l’attività militare, mentre gli altri furono impiegati nella gestione del patrimonio dell’Ordi-ne. Le planimetrie e le descrizioni riportate nei cabrei, registri patrimoniali compilati periodi-camente per volontà dei commendatori dell’Ordine tra il XVI e il XIX secolo, permettono di rico-struire l’aspetto e la consistenza dei diversi complessi edilizi, di solito isolati dall’abitato, raccolti intorno a un grande spazio comune e circondati di giardini cinti da mura. Tuttavia, mentre le com-mende, pur nella varietà delle soluzioni adottate, sono riconducibili per la maggior parte a un mo-dello comune, impiegato per la prima volta nell’isola di Rodi, le chiese dell’Ordine costituiscono un insieme che sembra sfuggire a qualsiasi tentativo di classificazione. Ciò che accomuna le chiese giovannite della Campania sembra essere non tanto l’adozione di una particolare tipologia architettonica, quanto la presenza di alcuni elementi distintivi, ricondu-cibili a esigenze specifiche dell’Ordine, come l’aspetto austero e pesante degli interni e l’importanza conferita al fonte battesimale; per il resto i cavalieri gerosolimitani si adattarono all’architettura lo-cale senza troppi problemi, modificando le chiese secondo le loro necessità. A partire dal XVII secolo l’aumentata potenza politica ed economica dell’Ordine di Malta si traduce in una maggiore disponibilità finanziaria. Sia le chiese più antiche sia quelle di fondazione più recente vengono adeguate alle esigenze liturgiche della Controriforma e modificate secondo il nuovo gusto barocco; la conseguenza più evidente di queste trasformazioni è che l’austerità che in antico aveva caratterizzato le chiese giovannite si affievolisce. Alla fine del XVIII secolo la nascita dei nuovi stati nazionali e la presa di Malta da parte di Napoleone decretano la fine della potenza dell’Ordine. Nel Regno di Napoli, come nel resto d’Europa, la maggior parte delle commende viene alienata e le chiese, abbandonate, vengono de-molite o trasformate in nuovi edifici. Tra le pochissime chiese campane sopravvissute va segnalata quella di San Giovanni a Mare in Napoli, sorta in tempi remotissimi e sottoposta di recente a un lungo restauro che le ha restituito parte del suo antico fascino." Il contributo è accessibile in rete, a testo pieno, in Università degli Studi di Napoli, FedOA, http://www.fedoa.unina.it/1059/

 

 

(per gentile concessione dell’Autore Emilio Ricciardi)



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