Vergogna, sessanta minuti di aria al giorno per gli ammalati del pubblico impiego

Pubblicato il 14 Luglio 2008 in Argomenti vari

Sessanta minuti di aria al giorno " per gli ammalati del pubblico impiego


di Angelo Scebba *

C´è di tutto nel Dl 112/2008 appena varato dal Governo: dalla "Banda larga" allo "Start up", "Costo dei libri scolastici", ecc.  . C´è anche l´art. 71 che prevede "Un´ora di aria al giorno " per gli ammalati del pubblico impiego. Infatti l´ammalato deve restare in casa dalle 8 alle 20 e può allontanarsi dall´abitazione solo dalle 13 alle 14. La norma che vorrebbe colpire l´assenteismo dei pubblici dipendenti, oltre che tagliare la busta paga, nei fatti limita la libertà delle persone e condanna l´ammalato ad una sorta di "arresti domiciliari". Nei giorni di malattia al dipendente viene corrisposto solo il trattamento economico fondamentale. Niente indennità o salario accessorio. Una sorta di "accanimento esitenzial-politico" contro l´ammalato che viene colpito  due volte: dalla malattia e nel portafoglio.
Quando si è ammalati meglio farsi ricoverare in ospedale, dove l´ammalato, se è in grado di spostarsi autonomamente, può andare a messa, al bar, a giocare a carte nelle salette, fare una passeggiata in giardino ecc. Non solo, nell´ospedale il vitto è assicurato. Immaginiamo una persona che vive da sola, quando va a comprarsi il pane? Quando va in farmacia? dopo le otto di sera? e pagare la tariffa notturna? Immaginiamo anche una persona affetta da esaurimento nervoso costretta a stare chiusa in casa tutto il giorno: quali probabilità di guarigione potrebbe avere?
Per colpire l´assenteismo si colpiscono tutti. Un conto è punire chi approfitta, con la complicità del medico, delle norme che garantiscono l´ammalato, un altro è varare norme disumane
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*Coordinatore della Gilda di Milano



One Response

  1. Sono perfettamente daccordo. Questi vogliono fare la bella figura sulla pelle degli ammalati, invece di punire solamente chi merita di essere punito. Sono forti con i deboli e deboli con i forti! Vigliacchi!