Si è conclusa, a Paestum, l’undicesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

Pubblicato il 16 Novembre 2008 in Argomenti vari

Si è conclusa, a Paestum, l’undicesima edizione della Borsa Mediterranea del
Turismo Archeologico

Villani: "Le contrattazioni dei workshop confermano le prospettive di crescita
del turismo"

Due milioni di contatto sul sito ufficiale dell’Evento

Oltre  10.000 visitatori (un afflusso in aumento rispetto allo scorso anno)
hanno affollato gli stand allestiti all’interno del Centro Congressi dell’hotel
Ariston, confermando l’interesse di un pubblico ampio e variegato verso il
turismo culturale.

I workshop a cui hanno partecipato operatori della domanda nazionale e
internazionale hanno confermato un trend particolarmente rilevante in un momento
di crisi globale. Gli operatori locali hanno manifestato un elevato grado di
soddisfazione, constatando una domanda altamente qualificata e molto interessata
all’offerta turistica locale.

"La Provincia di Salerno – ha dichiarato il Presidente Villani – intende
proseguire convintamente sulla strada della valorizzazione dei beni culturali e
delle risorse paesaggistiche ed ambientali. In questa prospettiva bisogna
incentivare le attività di formazione e di riqualificazione professionale per
migliorare la qualità dell’accoglienza. Sono convinto che sulla base di questi
presupposti il turismo possa rappresentare una porta di ingresso importante per
i giovani nel mondo del lavoro. Il nostro obiettivo è quello di stimolare  un
miglioramento generale e costante della qualità dell’offerta turistica al fine
di favorire la fruizione dello straordinario patrimonio culturale e ambientale
di cui il nostro territorio è così notevolmente dotato. Una maggiore sinergia
tra Pubblico e Privato ci consentirà sia di mettere a sistema tutte le
"risorse",  sia di definire iniziative mirate, in grado di produrre ricadute
positive, soprattutto in termini di destagionalizzazione dei flussi turistici.
La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico ha consentito di sviluppare un
sereno e costruttivo confronto raccogliendo pareri e valutazioni di autorevoli
esperti. L’esito delle contrattazioni nel corso dei workshop che si sono svolti
conferma le serie prospettive di crescita del turismo in provincia di Salerno.
Segnali incoraggianti che non vanno disattesi. La Borsa Mediterranea del Turismo
Archeologico si è confermata anche quest’anno una grande occasione di crescita
per tutta la nostra provincia".

Il successo della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum passa
anche per il web.
I dati relativi ai contatti giornalieri sul sito ufficiale dell’evento -
www.borsaturismo.com – dal 1 gennaio 2008 al 15 novembre 2008  sono eloquenti.
Le richieste soddisfatte sono: 2.256.975

di cui:

foto viste o scaricate: 496.34
filmati audio video visti: 8.878
la media giornaliera di richieste soddisfatte: 7.057
contatti ultima settimana: 408.196
contatti del 13 novembre 2008: 68.032
richieste di pagine soddisfatte: 707.561
media giornaliera di richieste di pagine soddisfatte: 2.212
file distinti richiesti: 37.576
Host distinti serviti: 65.275.
Le consultazioni del sito, dal 1 gennaio ad oggi, ha registrato oltre 2 milioni
di richieste di pagine e di queste circa 50% proviene da domini italiani, mentre
l’altro 50% è di provenienza estera.
Inoltre, sempre nel 2008 sono state fatte richieste di consutazione per 500.000
immagini e soprattutto si nota con piacevole curiosità la visitazione di 8.800
filmati relativi ai relatori dei convegni e alle interviste. Questo testimonia
l’interesse del visitatore a partecipare ai convegni della Borsa anche se in
modo differito e usando streaming.
Le statistiche relative agli accessi al sito possono essere consultate cliccando:
http://www.borsaturismo.com/stat.htm

*DI SEGUITO I FATTI SALIENTI DELL’ULTIMA GIORNATA DELLA BMTA

Paestum e Velia, dieci anni di patrimonio Unesco
Andria: "Non si possono fermare gli scavi"
Picarelli: "Raccordo con le Regioni per aiutare l’incoming"
"Non si possono fermare gli scavi perché più si scava e più si scopre e perché
più si scava e più si conserva – lo ha detto il senatore Alfonso Andria
prendendo la parola al Convegno sul tema: "Paestum e Velia, dieci anni di
patrimonio Unesco: risultati, ricerche e prospettive" durante l’ultima giornata
della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico 2008 a Paestum. "Io non tento
mai di meravigliare nessuno. Dico cose ordinarie. Gli archeologi devono scavare.
E se fossero stati fermati gli scavi prima della scoperta della Porta Rosa?".
Anche Giuliana Tocco, già Soprintendente per i Beni Archeologici di Salerno,
Avellino e Benevento, durante il suo intervento, aveva detto: "Non si può fare
valorizzazione se non si fa conservazione e restauro e questo non si può fare
senza attività propedeutica di ricerca scientifica e di scavo". Proprio da un
altro Convegno di questa XI edizione della Borsa, l’assessore regionale al
Turismo Claudio Velardi aveva fatto dichiarazioni in senso opposto.

Il Convegno, che è stata l’occasione per "celebrare i dieci anni di sito Unesco
parallelamente agli undici anni di Bmta" come ha sottolineato il Direttore Ugo
Picarelli, ha visto la partecipazione di docenti universitari quali Juliette de
La Genière, Professore Emerito di Archeologia all’Università di Lille e Jean
Paul Morel, oltre al Direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia
Classica, Medievale ed Orientale dell’Università di Salerno Angela Pontrandolfo,
che ha chiesto con forza una maggiore collaborazione tra le istituzioni "perché
i Beni Culturali e l’Ambiente non diventino terreno di conquista" e Giovanna
Greco dell’Università di Napoli Federico II, che ha sottolineato l’importanza
della comunicazione, presentando la guida di Velia dedicata ai bambini. Emanuele
Greco, Presidente della Fondazione Paestum, ha infatti fatto notare quanto
ancora c’è da fare per rilanciare il potenziale che c’è nella cultura classica,
considerando la forza evocativa dei luoghi: "Perché il Festival della Cultura
non si fa a Velia? Perché esiste ancora la strada che separa gli scavi? Perché
il Museo fu costruito sull’agorà di Posidonia?".
Al Convegno, moderato da Marco Esposito de Il Mattino, hanno partecipato
l’assessore provinciale all’Ambiente Angelo Paladino, la Soprintendente
Archeologica di Salerno Maria Luisa Nava, il Direttore Generale per la
Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente Aldo Cosentino, il Direttore
dei Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia Mibac Ruggero Martines.
Marina Cipriani, Direttore del Museo Archeologico di Paestum, ha ricordato i
dodici interventi eseguiti grazie ai Por Campania 2000-2006, quelli per i grandi
attrattori culturali e ha annunciato che lo studio di fattibilità per il Parco
archeologico di Paestum (inedito pur già recepito da Provincia, Comune e
Ministero) sarà finalmente pubblicato dalla casa editrice Pandemos. Da questo
studio potranno avere impulso una serie di interventi propedeutici per esempio
alla eliminazione della strada. Lo studio traccia le linee guida della
pianificazione territoriale per quanto riguarda il sito antico e il territorio
antico di Paestum.

Soddisfatto per la sua perfetta riuscita e chiudendo i battenti della Borsa del
Turismo Archeologico 2008, il Direttore Ugo Picarelli ha detto: "Dopo
l’affermazione dell’XI edizione, è necessario un maggiore raccordo con le
Regioni del Sud, per fare in modo che, in vista della prossima edizione, i
prodotti turistici vengano programmati con maggiore anticipo, per dare avvio a
quella progettualità legata all’incoming, che è il presupposto per lo sviluppo
delle aree meridionali sia in termini di flussi che di occupazione".

Il volto di Cesare raccontato da Valerio Massimo Manfredi: "Il mio ultimo libro
potrebbe anche diventare un film"

Potrebbe diventare presto un film l’ultima fatica letteraria di Valerio Massimo
Manfredi, in libreria dallo scorso 4 novembre edita da Mondatori. Ad annunciarlo
lo stesso autore ospite dell’ultima giornata della Borsa Mediterranea del
Turismo Archeologico. Intervistato dallo storico Lorenzo Braccesi, lo scrittore
studioso del mondo antico ha presentato a Paestum "Le Idi di Marzo", introdotto
da Braccesi come "un thriller sugli ultimi sette giorni della vita di Giulio
Cesare".  "Abbiamo già ventilato con Valerio Veltroni l’ipotesi di trarre un
film visto che la storia narrata è molto cinematografica – ha dichiarato
Manfredi – ma dopo l’esperienza con ‘L’Ultima Legione’, passata sul grande
schermo solo dopo ben 23 tentativi di sceneggiatura, so già che non sarà
facile".
Sulla nascita del romanzo, Manfredi ha spiegato come ha deciso di riscrivere una
"vicenda da mozzare il fiato". "Rileggendo le varie fonti – ha raccontato – mi
ha colpito la componente caotica della storia a mio avviso preponderante. Negli
ultimi venti minuti prima della fine di Cesare accadde di tutto e la sua morte
poteva essere evitata per ben tre volte. Ma alla fine il destino si è compiuto.
Gli uomini si illudono di poter forgiare la storia secondo i propri desideri ma
c’è una componente caotica che alla fine ha la meglio. Stabilito questo aspetto,
per me non esiste un romanzo che non sia storico perché niente è fuori dalla
storia. L’unica differenza che c’è è tra libri curati ed intensi e libri sciatti
e cattivi". Stimolato da Braccesi, Manfredi ha illustrato alla platea anche le
differenze tra l’ultima opera e la notissima trilogia dedicata ad Alessandro
Magno. "Nelle 1200 pagine di Alexandros scritte di getto Alessandro Magno è il
perno assoluto della storia, è protagonista in forma esclusiva. Questo invece, è
un romanzo più moderno, in cui Cesare non ha una presenza esclusiva, non è
sempre in scena".
Ma quale immagine Manfredi consegna dell’uomo di potere? "Partendo dal
presupposto che non si raggiunge mai ‘la verità’ ma ‘una verità’ e che non
possiamo esimerci da esprimere una sentenza, il cinismo di Cesare è terribile,
come lo è la sua freddezza e la sua capacità di estraniarsi dalla violenza messa
in campo, ad esempio, per la conquista della Gallia. Ma nell’antichità chiunque
avesse la forza del potere la usava: nel ruolo di giudici, mai comunque di
ultima istanza, dobbiamo sempre tenere presente gli strumenti mentali a
disposizione in quel momento storico". Da scrittore navigato e di successo,
Manfredi si è soffermato anche sullo stato di salute dell’attività editoriale
"dal punto di vista commerciale povera, ma attività industriale creativa
veramente nobile".



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