EMERGENZA NEVE

Pubblicato il 7 Gennaio 2009 in Argomenti vari

EMERGENZA NEVE

UNCEM: DISSERVIZI AI DANNI DELLA MONTAGNA, COSI’ NON VA

Borghi punta il dito contro i grandi concessionari dei servizi pubblici "non all’erogazione del servizi ai cittadini, in montagna salta il sistema"

“Le copiose nevicate di queste ore dimostrano che gli unici baluardi sul territorio al servizio dei cittadini sono gli amministratori locali, mentre dai grandi enti e società concessionari di servizio pubblico arrivano solo disservizi e disattenzioni: così non va, e ci attrezzeremo di conseguenza”.

 

Il presidente dell’Uncem Enrico Borghi prende posizione in merito alle vicende che in queste ore stanno contrassegnando la latitanza di Enel, Anas, Poste e Telecom Italia a fronte delle problematiche sorte con il maltempo che ha colpito soprattutto il Nord Italia.

 

“Ci giungono segnalazioni dalle nostre delegazioni regionali – osserva Borghi – di migliaia di utenze private scollegate alla Telecom senza che nessuno provveda, di prolungate interruzioni nell’erogazione di energia elettrica a famiglie e imprese senza adeguate risposte da parte dell’Enel, per non parlare delle condizioni delle arterie stradali gestite dall’Anas per le quali le lettere di protesta dei sindaci si sprecano e il silenzio del concessionario stradale è assordante. Se a ciò aggiungiamo le conseguenze per i disservizi delle Poste Italiane, frutto di chiusure unilaterali non concordate con le amministrazioni locali, il quadro dei disservizi ai danni della montagna si completa, e ancora una volta gli amministratori locali vengono lasciati da soli a garantire in un quadro finanziario difficilissimo lo sgombero della neve e la sicurezza delle arterie stradali in montagna.”

 

“Appare evidente – conclude Borghi – che tutto ciò è il frutto di un atteggiamento da parte dei grandi concessionari di servizi pubblici mirante esclusivamente al profitto e non all’erogazione dei servizi a cittadini, famiglie e imprese. Una logica inaccettabile, che ci spinge a valutare anche la possibilità di intraprendere azioni legali per consentire al territorio montano di essere risarcito dai danni derivati da un sistema che si sta rivelando evidentemente inadeguato”.

 

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Maria Teresa Pellicori



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