Prodotti tipici italiani e dieta senza glutine: un’alternativa gustosa e possibile

Pubblicato il 26 Aprile 2009 in Argomenti vari

 

Prodotti tipici italiani e dieta senza glutine: un’alternativa gustosa e possibile

Se ne discuterà a Sapori & Saperi, lunedì 27 aprile a partire dalle ore 16.00

 

La celiachia in Italia cresce ogni anno del 10%, mentre in Campania sono circa 12mila i celiaci già diagnosticati. Tuttavia, la dieta senza glutine (necessaria per chi è intollerante a questa proteina) può essere un’alternativa possibile e gustosa, non una rinuncia: lo dimostra la relazione esistente fra sapori genuini, prodotti tipici e alimenti per celiaci. Sarà questo, infatti, il filo conduttore del convegno "Celiachia: sapori e saperi di uno stile di vita alternativo", in programma lunedì 27 aprile, alle ore 16, nella sala "Marianna De Fusco" del Santuario di Pompei. L’incontro, previsto nell’ambito degli eventi culturali della kermesse enogastronomica Sapori & Saperi 2009, ha l’obiettivo di favorire l’integrazione sostenibile e la compatibilità della dieta dei celiaci con i "sistemi food", attraverso l’educazione al gusto e lo sviluppo della filiera agroalimentare senza glutine.

 

I lavori del convegno, moderato dal giornalista Nunzio Siani, saranno introdotti da Teresa D’Amato, presidente della sezione campana dell’Associazione Italiana Celiaci (A.I.C.).

Gli interventi presenteranno gli ultimi risultati della ricerca sulla celiachia, tra cui le nuove prospettive terapeutiche. Saranno prese in considerazione, inoltre, le problematiche della dieta per celiaci, come l’utilizzo di sfarinati non convenzionali per lo sviluppo di alimenti ad alta valenza dietetica e le alternative ai cereali tradizionali. Seguirà la parte riservata ai "Percorsi del gusto" tra gli alimenti e i prodotti tipici senza glutine mentre la chiusura sarà dedicata agli esperti del settore che risponderanno alle domande del pubblico.

 

La celiachia, com’è noto, è un’intolleranza permanente al glutine, una proteina contenuta in alcuni cereali: frumento, farro, orzo, segale, avena. Curarla seguendo una dieta senza glutine significa evitare alimenti con questi cereali e i loro derivati. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare: l’assunzione di glutine, infatti, anche in piccole dosi, può causare seri danni. L’incidenza di questa intolleranza in Italia – riferisce l’A.I.C. – è stimata in un soggetto ogni 100/150 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 400mila, ma ne sono stati diagnosticati intorno agli 85mila (12mila le diagnosi in Campania). Ogni anno vengono effettuate 5mila nuove diagnosi ed ogni anno nascono 2.800 nuovi celiaci, con un incremento annuo di circa il 10%.

 

"Per migliorare la vita del celiaco – dichiara Teresa D’Amato – bisogna migliorare l’informazione su questa patologia, in ogni contesto: dalle scuole alla ristorazione. Il nostro obiettivo è far sì che un numero sempre maggiore di aziende alimentari si dedichi ai prodotti senza glutine da inserire nel prontuario adottato dall’A.I.C.".

 

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