Salerno: “….A curiosare le antichità …”:

Pubblicato il 11 Maggio 2010 in Società

“….A curiosare le antichità …”: strade e viaggiatori in provincia di Salerno in età moderna e contemporanea. Inaugurazione della mostra.

Giovedì 13 maggio alle ore 17,00 nel salone Bilotti dell’Archivio di Stato di Salerno sarà inaugurata la mostra “A curiosare le antichità. Strade e viaggiatori nella provincia di Salerno in età moderna e contemporanea” curata dall’Archivio di Stato e a cui hanno partecipato, con l’apporto di documenti di grande interesse, il Centro di Cultura e storia Amalfitana, l’Archivio Storico e la Biblioteca del Comune di Cava de’ Tirreni, la Badia di Cava dei Tirreni, l’Archivio Storico del Comune di Salerno, il Comune di Vietri, la Biblioteca Comunale Simone Augelluzzi di Eboli, l’Archivio Laboratorio di Capaccio Paestum,  l’artista orafo Rosmundo  Giarletta e la collezionista Anna Marra. La mostra sarà inaugurata da Felicita De Negri, direttrice dell’Archivio di Stato, insieme a Gregorio Angelini, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania,  Edmondo Cirielli,  Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Salerno, Christian Much, Console Generale della Repubblica Federale di Germania a Napoli, Sabatino Marchione, Prefetto di Salerno, e dai professori Vincenzo Aversano e Sebastiano Martelli dell’Università degli Studi di Salerno.

L’intento è di cercare, per il  mito del viaggio al Sud,  una prospettiva nuova che si definisca sulle specificità dell’archivio stesso, contenitore e custode di documenti storici. Dai documenti si parte dunque per “rinarrare”  un viaggio nel territorio della provincia di Salerno,  mille volte ripetuto e descritto da viaggiatori famosi e sconosciuti, mettendo l’accento sui luoghi toccati ma soprattutto sulle strade percorse e sui mezzi coi quali, nel corso dei secoli,  queste strade venivano percorse.

Chi erano i viaggiatori, qual era lo scopo del loro viaggiare? Quali mete sollecitavano la loro immaginazione, come cambiavano (se cambiavano) queste mete nel corso dei secoli, e, soprattutto, lungo quali assi si spostavano all’interno della provincia, e con quali mezzi? Cosa portavano con sé nel loro vagabondare? A queste domande si vuole rispondere con i mezzi offerti dalla documentazione storica.

Le sezioni che costituiscono la mostra sono, perciò, i luoghi stessi. Sono stati individuati alcuni  “topoi” del viaggio al Sud: Vietri e  Costiera amalfitana, la Badia e la città di Cava, Salerno, Eboli, il Sele e Persano, il Cilento e Paestum.  Intorno ad essi si sviluppa il discorso sul territorio della provincia e sulle strade che la percorrevano. Itinerari di viaggio e  mezzi di locomozione, personaggi, storie sono inseriti all’interno di questo percorso che si snoda lungo  la strada regia che da Napoli portava ad Eboli. Questi resoconti  testimoniano di come cambi nel corso dei secoli lo scopo del viaggiare, ma anche lo sguardo del viaggiatore: se nel corso del ’700 più forte è il richiamo delle antichità, nell’Ottocento una prospettiva “sociologica” nuova si sofferma sulle strutture economiche e sociali del paese.

Oltre alla parte più specificamente storico-bibliografica, la mostra è arricchita da un apparato iconografico di notevole interesse: stampe originali – provenienti dalle collezioni del prof. Aniello Tesauro, di Angelo Pesce e di Sergio Vecchio -  fotografie da calotipi del fotografo francese Le Dien, ed i disegni originali ed inediti di Arthur John Strutt,  il viaggiatore inglese che attraversò il Cilento a piedi nella metà dell’Ottocento,  gentilmente prestati alla mostra dal dottor Nicola Ventre. 

Infine, alle testimonianze storiche si affiancano preziose testimonianze di vita materiale: abiti ed oggetti parte del corredo del viaggiatore, con cui la collezionista Anna Marra ricostruisce la suggestione di un’epoca quando «viaggiare era un’arte», e il viaggio un evento della vita, organizzato minuziosamente con mesi di anticipo. Ultimo tassello di questo racconto è l’opera del maestro orafo Rosmundo Giarletta, realizzata in materiali preziosi sulla base di antiche stampe, che narra a sua volta, in maniera singolare, il fascino dei luoghi e la loro storia, attraverso lo sguardo dell’artista che filtra le immagini per ricrearle, e riproporre così una estrema fase del  mito.

Infine, in concomitanza con la mostra, l’associazione di escursionismo Officinae Itineris propone alcuni itinerari per riscoprire a piedi i luoghi del Grand Tour.     

   Maria Teresa Schiavino



I commenti sono chiusi