PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

Pubblicato il 14 Dicembre 2010 in Società

SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

ENTE

1. Ente proponente il progetto:

COSAM TOTUS TUUS Cooperativa Sociale
e-mail: totus_tuus3@yahoo.it
web: www.totustuus.altervista.org/

2. Codice di accreditamento:

3. Classe di iscrizione all’albo:

CARATTERISTICHE PROGETTO

4. Titolo del progetto: SFUMANDO I CONFINI

5. Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):

SETTORE A ASSISTENZA SOGGETTI DEBOLI E PORTATORI DI HANDICAP

AREA DI INTERVENTO : 02 – Minori ; 06 -DISABILI

6. Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili:

Dall’indagine conoscitiva e dall’analisi dei dati statistici circa la popolazione di bambini diversamente abili emerge la presenza di un considerevole numero di bambini disabili che necessitano di un intervento socio-assistenziale.
Il progetto “ Sfumando i Confini” si realizzerà nell’ambito dell’intero territorio della città di Palermo, con un popolazione attuale di n. 1.239.272 abitanti.
Il territorio di riferimento, presenta caratteristiche assai articolate soprattutto sotto il profilo socio-economico, determinando quindi, una notevole disomogeneità rispetto alle condizioni ed alla qualità della vita dei suoi abitanti.
Nel contesto palermitano, a cui intendiamo riferirci per la realizzazione del progetto del servizio civile, non è molto “sentito”, in generale, il concetto di senso civico e di rispetto per l’uomo e per l’ambiente.
Ciò avviene già all’interno del proprio nucleo familiare e, quindi, a maggior ragione nei confronti degli “estranei.
I problemi di assistenza e di solidarietà diventano ancora più gravi quando le situazioni da affrontare sono correlate ad handicap più o meno rilevanti.
Proprio per questo motivo il progetto che si intende realizzare ha il precipuo scopo di sensibilizzare i giovani e, quindi, coloro che in futuro potranno, sulla base delle esperienze acquisite, contribuire all’attività di sensibilizzazione.
Ciò al fine di favorire un forte cambiamento culturale atto a considerare l’essere umano come punto di riferimento per improntare il vivere sociale sulla valorizzazione del senso civico e, dunque, sulla sensibilizzazione nei confronti di problemi che, seppur riguardando la minoranza delle persone, hanno, notevoli e forti ripercussioni sull’intera cittadinanza.
La presenza poi, sempre in tale città, di un non sempre efficiente sistema delle comunicazioni e dei trasporti, rende particolarmente difficile ogni e qualsiasi intervento sul territorio, con costi aggiuntivi in termini di risorse umane e materiali.
Il progetto si rivolge ai bambini disabili che vivono in condizioni di esclusione sociale, emarginazione e diritti negati.
A 25 anni dall’emanazione della legge 577 del 1977, che ha dato avvio al processo di integrazione dei ragazzi disabili nelle scuole statali si può affermare che i risultati conseguiti mostrano livelli elevati, ma non soddisfacenti. Infatti, l’andamento dei dati riferiti ad oltre un decennio, evidenzia un costante aumento del numero di studenti disabili che ad oggi hanno quote di presenza superiore al 2% nelle scuole elementari e medie della città di Palermo. Il difficile cammino dell’integrazione degli alunni in situazione di handicap nel Comune di Palermo, seppur facilitato dalla suddetta legge ha incontrato molti ostacoli. L’integrazione e tutto quello che a questa è collegato sono obiettivi difficili da raggiungere: si deve guardare con maggior attenzione alla finalità del miglioramento della qualità della vita per i ragazzi in situazione di handicap. Per arrivare a questo obiettivo è necessario che si attui un inserimento capillare dell’alunno, diversamente nessuna integrazione sarà mai possibile.
Il compito di organizzare l’assistenza ai disabili è affidato agi Enti locali, alle Regioni. Nella Città di Palermo però le strutture pubbliche non riescono ad assicurare, a tutti coloro che vivono una situazione di disagio, l’aiuto e il sostegno necessari.
Nella Città di Palermo gli Istituti scolastici elementari sono in tutto 98. Della numerosissima popolazione studentesca delle scuole dell’obbligo, sono circa 1.800 i bambini portatori di handicap.
Tra questi, circa 300 sono afflitti da disabilità grave, tale da non essere autosufficienti.
L’Amministrazione Comunale, seppur con notevole fatica, riesce ad impiegare un numero di soggetti appartenenti ad enti di volontariato che non supera le 70 unità. Oltre ad una presenza di 102 operatori professionali i quali specificamente si occupano dell’assistenza igienico sanitaria dei bambini.
Pertanto, il rapporto tra gli operatori che in atto seguono i bambini disabili nelle scuole palermitane ed il numero degli stessi è pari ad circa 1/25 in altri termini, su ogni operatore grava l’onere di assistere 25 alunni disabili.
I dati quindi dimostrano l’impellente esigenza dell’impiego di un contingente di volontari così come previsto dal presente progetto che ridurrebbe il rapporto a 1/5, ovvero un volontario per ogni 5 bambini.
Per tale motivo che, effettuata un’analisi dei bisogni emergenti all’interno del contesto territoriale ove si va ad inquadrare il presente progetto, si è resa necessaria l’attuazione di un servizio che, tenendo conto dell’introduzione di leggi innovative inerenti all’integrazione dei soggetti portatori di Handicap, progettasse degli spazi di intervento per dare risposta a tali esigenze.
La scolarizzazione di questi soggetti è un’operazione molto delicata; essa, se opportunamente sostenuta da operatori competenti, può portare all’individuazione, già in età scolare, delle effettive possibilità di inserimento del diversamente abile nel mondo del lavoro.
Il dato dell’efficacia del sostegno delle Istituzioni ai bambini disabili ed alle loro famiglie diventa più allarmante ove si consideri che non sono previste né strutture di accoglienza né particolari attività organizzate mirate alla socializzazione, al sostegno, allo studio nonché ad attività ludico-ricreative.
Gli stessi problemi, ancor più gravi, si ripropongono durante il periodo estivo quando gli Istituti scolastici non sono fruibili a regime.
Per ciò che si è premesso risulta imprescindibile l’impegno del servizio civile per il raggiungimento dei seguenti obiettivi.
Il progetto verrà realizzato partendo dalla creazione di un intervento di rete reso possibile grazie alla partecipazione di un elevato numero di partners. Questo lavoro di rete riteniamo possa favorire la nascita di una sinergia permanente tra istituzioni pubbliche e mondo del volontariato. Tutti i soggetti pubblici che hanno aderito al progetto sono elencati al punto 25.

7. Obiettivi del Progetto

Tenendo presente il quadro territoriale e contestuale delineato, il progetto si propone di raggiungere i seguenti obbiettivi:

1) Attività di formazione e sensibilizzazione dei volontari.

2) Favorire la crescita e la valorizzazione del volontario per raggiungere alti livelli di coscienza civica.

3) In linea con le politiche sulle Pari Opportunità favorire l’accesso al Servizio Civile Nazionale a giovani a rischio di esclusione sociale e a giovani in condizione di disabilità. Riteniamo, infatti , che l’incontro tra il disabile adulto e il disabile minore possa favorire un incontro relazionale volto all’autoriflessività e alla formazione di una cittadinanza proattiva.

4) Sostegno emotivo al disabile, attraverso forme di assistenza, animazione e formazione:

a) Interrompere il ciclo del disadattamento favorendo nei bambini processi di apprendimento e di acquisizione di competenze. Questi infatti, riescono a migliorare “il dominio dei bambini disabili possono esercitare negli ambienti nei quali operano”;
b) Rimuovere le barriere di tipo fisico, psicologico e sociale, che di fatto condizionano le qualità della vita del portatore di handicap;
c) Rendere il soggetto in situazione di handicap il più autonomo possibile, affinché possa fruire dei servizi che la società mette a disposizione e sviluppare un itinerario di formazione professionale, oppure intraprendere la carriera lavorativa che le proprie condizioni gli consentono;
d) Passare da un modello di crescita “protettivo” ad uno di “crescita autonomo”, ossia fare in modo che l’alunno possa sperimentare più spesso attività svolte autonomamente.
e) Capacità di instaurare rapporti interpersonali: risulta chiaro come il soggetto diversamente abile, spesso, non sia in grado di stabilirne. Tutto ciò diminuisce, di fatto, la possibilità che egli ha di integrarsi nel tessuto sociale.

5) Svolgimento di attività laboratoriali:

a) I disabili verranno avvicinati al mondo della creatività, della musica e dell’arte, attraverso la lavorazione della ceramica, del legno e del vetro, in aule adeguatamente predisposte ad accogliere portatori di handicap, quindi, prive di barriere architettoniche, raggiungibili con ascensore.
b) Saranno anche istituiti laboratori di manipolazione alimentare per imparare a fare il pane ed altri cibi e laboratori informatici oltre all’utilizzo della palestra per le attività motorie e riabilitative. Tutto ciò ha lo scopo di favorire la convivenza, per quanto possibile, con la propria condizione di disabilità.

6) Aiutare il disabile a gestire e/o a migliorare la gestione dello spazio fisico, onde favorire, conseguentemente, la sua integrazione sociale e, più genericamente, ingenerare e/o migliorare il senso di fiducia e di consapevolezza nelle proprie capacità;

7) Creare una rete di relazioni tra i disabili e i volontari, che al di fuori degli operatori stessi, aiutino ad innescare la motivazione, la fiducia per interagire in modo adeguato nel contesto e territorio sociale.

8) Sollevare i nuclei familiari dei soggetti portatori di Handicap, dallo svolgimento di attività di disbrigo pratiche, affinché gli stessi possano
sfruttare le proprie risorse temporali per la gestione delle altre problematiche connesse all’handicap.

Il Servizio di volontariato si rivolgerà ad utenti di disabilita medio grave, che non abbiano del tutto compromessa l’autonomia delle funzioni elementari e che presentino, seppur ridotte, residue abilità di apprendimento, di esecuzione e psicomotorie, che comunque siano in grado di acquisire alcune abilità e capacità relazionali e sociali. Esso si costituisce in risposta alla necessità ed urgenza di prevedere risposte mirate ai bisogni di integrazione sociale nella quotidianità di quelle persone disabili che, pur avendo acquisito un sufficiente livello di autonomia personale, incontrano grosse difficoltà nelle relazioni interpersonali.
Attraverso il Progetto ci si propone di garantire la stimolazione, l’acquisizione e il mantenimento di tutte quelle abilità utili a facilitare una migliore risposta ai bisogni di integrazione sociale.

8. Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile:

SFUMANDO I CONFINI per ridurre quanto più possibile la distanza rispetto alle problematiche inerenti l’handicap e alle eventuali ripercussioni che possono presentarsi in tutti gli aspetti della vita quotidiana, sia in termini di comprensione sia come maggiore “attenzione” da parte dei soggetti normodotati.
SFUMANDO I CONFINI per valorizzare il più possibile l’opportunità di incontro tra i giovani del servizio civile e gli operatori scolastici che con modalità e ruoli differenti si prenderanno cura del soggetto disabile durante il suo processo di sviluppo formativo. Crediamo sia fondamentale strutturare il progetto partendo dall’inserimento dei volontari e dalla loro partecipazione ad attività di equipe con gli operatori dell’ente presso il quale svolgeranno il loro servizio. Solo favorendo l’incontro con l’altro, l’esperienza di servizio civile può divenire vero momento di crescita e di riflessione per il giovane volontario.

Con tale progetto il volontario è chiamato a contribuire ad una maggiore informazione e sensibilizzazione della comunità, sia sulle diverse tematiche connesse alla disabilità, sia a concorrere, in maniera determinante, ad una effettiva promozione dei diritti civili ed all’affermazione delle pari opportunità per tutti i cittadini con disabilità; favorendo una maggiore conoscenza sullo stato di avanzamento delle politiche sulla disabilità e offrendo elementi di riflessione per quanti, ai vari livelli istituzionali, sono impegnati a dare risposte ai bisogni di questa importante componente della nostra società. .
Dal punto di vista qualitativo, gli obiettivi primari di tale progetto sono:
a) sostenere l’attività della scuola nell’azione educativa del diversamente abile, nel senso che, affiancando gli operatori del servizio civile ai già operanti insegnanti di sostegno, le strutture scolastiche saranno in grado di offrire un servizio migliore e più incisivamente utile ai soggetti destinatari di tale attività di volontariato.
b) Sostenere l’incontro relazionale tra operatore adulto diversamente abile (volontario autosufficiente e con media disabilità che possa svolgere le attività inerenti al progetto) e minore disabile. Tale incontro volto a favorire l’autoriflessività riteniamo sia fondamentale per innescare un processo di “rispecchiamento” nel minore che può rivedere nell’adulto disabile un modello positivo di riferimento. Contestualmente, in linea con gli obiettivi del servizio civile, restituisce al volontario un senso di autoefficacia e di consapevolezza relativamente all’importanza di essere un modello significativo per il minore con problematiche simili di disabilità.
Sulla base degli obiettivi a) e b) sopra esposti riteniamo che i volontari dovranno essere dotati di una spiccata attitudine a svolgere servizi nel sociale e al lavoro di equipe.
Sulla base di quanto sopra esposto i soggetti impegnati nel progetto in questione potranno, , trarre una serie di benefici che, sostanzialmente si tradurranno in un notevole cambiamento culturale e morale, soprattutto considerando come crescita di valori quali la solidarietà e la non indifferenza nei confronti della “diversità”.

8.1 Piano di attuazione per il raggiungimento dei fini:

1) Lo sviluppo del progetto verrà articolato in due fasi:
la prima comprenderà, preliminarmente, un incontro tra soggetti formatori e volontari, al fine di illustrare il progetto nelle linee generali ed avvicinare i soggetti volontari all’Ente ed al mondo della cooperazione. Tale incontro ha come scopo principale quello di fare conoscere, sia in linea teorica che dal punto di vista pratico (ovvero con una vera e propria attività di formazione) i problemi legati al mondo del servizio civile. Ciò riveste una particolare importanza poiché è proprio da questo primo approccio che possono emergere, eventualmente anche attraverso la manifestazioni di dubbi e di quesiti da parte dei volontari, elementi di spunto per migliorare e rendere sempre più efficiente l’attività di volontariato in questione.
Tale prima fase di attuazione del progetto comprende anche la formazione vera e propria dei soggetti interessati i quali, oltre ad essere dotati del necessario materiale didattico e supporto informatico, verranno dislocati in aule ove incontreranno esperti nel settore socio-assistenziale, giuridico e della cooperazione, per un totale complessivo di 50 ore.
La seconda ed ultima fase del progetto sarà costituita dall’intervento sul campo, che avverrà con il supporto di tutor, esperti nel settore sociale, i quali cureranno i rapporti tra i volontari e i diversamente abili nonché tra gli stessi volontari ed il personale della scuola all’uopo preposto.
In tale periodo saranno previsti degli incontri tra volontari e disabili che porteranno a importanti momenti di crescita. Durante le attività che si svolgeranno i ragazzi disabili avranno occasione di stare insieme e condividere il loro disagio. Un’espressione concreta dell’attività di interazione tra i volontari e i soggetti portatori di handicap sarà costituita dalla preparazione e dalla realizzazione di una rappresentazione teatrale.
E’ vero che ciascuna esperienza è diversa dalle altre, ma è altrettanto vero che la condivisione di situazioni in parte analoghe può aiutare ad emergere da stati di isolamento e, in particolare, a recuperare e ritrovare la parte più nascosta e forse la migliore di ciascuno. L’integrazione sociale delle persone con disabilità, obiettivo riconosciuto e perseguito dalle politiche nazionali ed Europee, trova un suo passaggio fondamentale nell’accesso all’istruzione. L’Italia ha pienamente riconosciuto l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità nella “scuola normale” già dagli anni ’70, assumendosi un ruolo leader, anche in ambito europeo, nelle politiche di istruzione e formazione.
8.2 Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione:
- Esaminate le istanze dei volontari ed effettuata la selezione a mezzo di colloqui svolti da esperti nel settore, a disposizione dell’Ente, verranno individuati i docenti che meglio potranno effettuare, tenendo conto dell’esperienza acquisita nelle materie attinenti al settore del servizio civile, l’attività di formazione finalizzata alla concreta realizzazione del progetto.
- Successivamente alla predetta attività di formazione, i volontari verranno affiancati nell’esercizio concreto del servizio civile da tutors che, periodicamente, verificheranno lo svolgimento e l’attuazione del progetto stesso che, come già detto in precedenza, consisterà nell’affiancamento del disabile durante la sua vita scolastica. Ciò consentirà al volontario, acquisendo esperienza nel settore, di operare nella società con un grande bagaglio di principi morali. Al termine del progetto, di comune accordo con le istituzioni scolastiche, saranno portate avanti attività di promozione e sponsorizzazione del progetto al fine di far cogliere alla società il senso e l’utilità del servizio civile nazionale.

8.3 Risorse umane:
I volontari, per la prima volta, si confronteranno con il mondo scolastico ed, in particolare, con il personale docente, non più come allievi bensì come operatori che affiancano il mondo della scuola.
In funzione del numero di disabili, e considerando i volontari adibiti ad attività di monitoraggio e gestione, le risorse umane che collaboreranno per gli obiettivi progettuali saranno:
• VOLONTARI, adeguatamente formati
• OLP
• TUTOR
• INSEGNANTI
• PSICOLOGO
• FAMIGLIE DEI BAMBINI DISABILI
8.4 Ruolo e attività previste per i volontari:
I volontari saranno impegnati per ore settimanali da distribuire nell’arco dei 6 giorni scolastici o a seconda delle esigenze che di ogni scuola.
In particolare, il volontario cercherà, affiancando il disabile, di renderlo più autonomo. Lo aiuterà nei movimenti fisici, se il caso lo richiede, o, tramite l’aiuto dell’insegnante di sostegno, lo supporterà nella cura dell’ambito relazionale ed interpersonali. Tutto questo condividendo con lo stesso la formazione scolastica a lui riservata o altrimenti coinvolgendolo in attività e progetti che lo stesso Ente si propone di attuare.
In concreto:
c) Il Volontario accompagnerà il disabile a scuola e lì lo seguirà, compatibilmente ed in armonia con le necessità degli operatori igienico sanitari e con le esigenze dei docenti di sostegno, nel percorso ludico, formativo e comunicativo;
d) Secondo i turni da convenire sarà di supporto pomeridiano presso le sedi di attuazione;
e) Organizzerà, d’accordo con i TUTOR, con gli INSEGNANTI e con gli OLP delle giornate artistiche e musicali, inserendo nel contesto della disabilità forme di socializzazione di gruppo e di espressività attraverso manifestazioni teatrali, canore, mimiche e ludiche;
f) Allo stesso modo sarà impegnato ed impegnerà i bambini durante il periodo estivo. In detto periodo le Suole della Città di Palermo si organizzano per la “Scuola Estate” ed in tale contesto troveranno spazio di socializzazione anche i bambini disabili, fino ad ora esclusi da detto progetto per ragioni legate alla riduzione delle risorse e del personale scolastico.

9. Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 32 (4 per ogni sede)

10. Numero posti con vitto e alloggio: Nessuno

11. Numero posti senza vitto e alloggio: 32

12. Numero posti con solo vitto: Nessuno

13. Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
30 ore settimanali

14.Giorni di servizio a settimana dei volontari : massimo 6.

15.Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:

• Obbligo di certificazione della presenza con firma per aumentare la consapevolezza e l’importanza del ruolo da essi svolto e per verificare il livello di assiduità e l’impegno.
• Disponibilità alla flessibilità degli orari;
• Disponibilità ad accompagnare, occasionalmente, i bambini disabili nelle Ville e Giardini della Città di Palermo più vicini alle sedi di attuazione;
• Obbligo di sottoscrizione della Carta di impegno Etico del Volontario;
• Obbligo di rispettare ogni statuizione stabilita dall’UNSC.

CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE

16.Sede/i di attuazione del progetto ed Operatori Locali di Progetto:

N. Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo Cod. ident. sede N. vol. per sede

1 COSAM Palermo Via Luigi Deodato n. 3 43455
2 COSAM Palermo P.zza dell’Origlione n. 10 43458
3 COSAM Palermo P.zza Gran Cancelliere n. 1 43459
4 COSAM Palermo Via Calandrucci 43461
5 COSAM Palermo P.zza De Gaspari n. 24 43478
6 COSAM Palermo P.zza Europa n. 110 43479
7 COSAM Palermo Via Abbruzzi n. 2 43482
8 COSAM Palermo Via Bonagia n. 14 43484
9 COSAM Palermo Via Cimabue n. 20 43487
10 COSAM Palermo Via De Saliba n. 42 43488
11 COSAM Palermo Via delle Croci n. 5 43489
12 COSAM Palermo Via E. l’Emiro n. 30 43492
13 COSAM Palermo Via Salgari n. 14 43494
14 COSAM Palermo Via G. Astorino n. 61 43497
15 COSAM Palermo Via Giafar n.17 43498
16 COSAM Palermo Via Giotto n. 41 43499
17 COSAM Palermo Via Imera n. 32 43500
18 COSAM Palermo Via Papa Sergio Primo n. 21 43505
19 COSAM Palermo Via Parlatore n. 56 43507
20 COSAM Palermo Via Pier delle Vigne 43508
21 COSAM Palermo Via Roccella n. 37 43510
22 COSAM Palermo Via S. La Franca n. 70 43515
23 COSAM Palermo Via Sperone n. 79 43518
24 COSAM Palermo Via Statella n. 21 43519
25 COSAM Palermo Via T. Marcellini n. 2 43520
26 COSAM Palermo Viale Resurrezione n. 1 43525



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