Salerno, il Sindaco Vincenzo De Luca sulla sanità

Pubblicato il 18 Dicembre 2010 in Società

Palazzo di Città, Sala del Gonfalone
Dichiarazione del Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca sulla sanità

“La decisione di accorpare i presidi ospedalieri di Mercato San Severino, Cava de’ Tirreni e “da Procida” all’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona richiede alcuni approfondimenti sotto il profilo operativo e finanziario.

In particolare va ribadito che all’accorpamento delle strutture deve seguire il contestuale trasferimento delle risorse finanziarie necessarie alla gestione dei tre plessi presi in carico dall’Azienda Ospedaliera.

E’ assolutamente indispensabile, inoltre, evitare la dispersione delle funzioni universitarie in capo all’Azienda Ospedaliera che vanno concentrate, naturalmente, a Salerno tra Ospedale di San Leonardo e “da Procida”.

Per quanti concerne più specificamente il “da Procida” non bisogna disperdere i posti letto riservati alla riabilitazione. Anzi, in questo ospedale è auspicabile realizzare il principale polo pubblico di riabilitazione cardio-respiratoria e neurologica della Campania insieme con un centro regionale per il “risveglio”. Naturalmente, riteniamo necessario, in tale ottica, potenziare anche il numero di posti-letto che è attualmente di trenta unità.

Per quanto concerne, infine, l’ospedale di Cava de’ Tirreni chiediamo delucidazioni sul destino della struttura: si dica chiaramente che cosa si intende farne. Non lo si può chiudere – come stanno facendo – fingendo di non accorgersene. Altro punto centrale è quello inerente il potenziamento della rete di emergenza sanitaria del “118”, che oggi non garantisce in maniera adeguata l’assistenza alla quale hanno diritto i cittadini salernitani. Occorre lavorare fin da subito all’ipotesi di una gara unica – concordata e attuata insieme dall’Azienda Ospedaliera e dall’Asl – che eleverebbe il livello qualitativo dei servizi fino a consentire in tempi brevi, al massimo in un’ora, il reperimento sul territorio della struttura ospedaliera più idonea ad accogliere il soggetto al quale è stato prestato soccorso”.

Ernesto Pappalardo



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