AVSI IN HAITI UN ANNO DOPO PER NON DIMENTICARE JUNIOR

Pubblicato il 7 Gennaio 2011 in Società

“Eravamo in ufficio in AVSI a Port-au-Prince. La prima scossa è stata fortissima. Appena possibile abbiamo lasciato i locali. Le strade però si sono rivelate una trappola”. Era il 13 gennaio 2010 quando Fiammetta Cappellini rappresentante di AVSI in Haiti era l’unica voce da Port-au-Prince che comunicava con l’Italia via Skype il giorno dopo il terremoto che ha devastato l’isola. “Purtroppo l’amico Junior, mediatore di pace che lavorava con noi non ce l’ha fatta, è morto sotto le macerie della sua casa.” La risposta immediata all’emergenza di AVSI alla popolazione, con una forza d’animo straordinaria, è stata possibile anche grazie al ricordo dell’amico Junior.
Nei giorni seguenti il diario di Fiammetta da Port-au-Prince pubblicato quotidianamente su ilSussidiario.net veniva letto da milioni di persone dando vita ad una straordinaria catena di solidarietà e commozione.
La Fondazione AVSI, organizzazione non governativa senza fini di lucro, è presente in Haiti ininterrottamente dal 1999 con numerosi progetti in ambito socio-educativo, diritti umani, sicurezza alimentare, formazione. Forte della storica presenza in Haiti, la sua équipe ha immediatamente risposto all’emergenza fornendo aiuti alla popolazione rimasta senza tetto nei quartieri di Cité Soleil, Martissant, Worf Jeremie, Cité Militaire. In queste zone AVSI operava quotidianamente già da anni con basi che erano diventati luoghi di riferimento importanti per la popolazione locale e che, in un momento drammatico come dopo il terremoto, le persone hanno raggiunto per trovare riparo. “Attraversando la città abbiamo visto scene di devastazione terribili. – comunicava Fiammetta – Abbiamo cercato di portare aiuto come potevamo per trasportare i feriti, almeno i bambini non accompagnati, ma ci siamo presto resi conto di quanto poco servisse rispetto alla dimensione di questa tragedia. Si sentono dalle macerie le grida di aiuto di chi è rimasto sotto e i parenti impotenti si disperano. Mancano luci per illuminare la scena e continuare a scavare di notte. Non possiamo che attendere la mattina, ma anche questa notte è veramente nera per tutti noi. Pregate per noi. Pregate per Haiti.”
A un anno di distanza, la squadra della Fondazione AVSI in Haiti diretta da Fiammetta Cappellini, che ha sempre scelto di rimanere in Haiti, sostiene 45.000 persone con diverse attività e programmi realizzati in partnership con le Nazioni Unite e grazie al generoso aiuto di amici donatori, privati, aziende, cooperazione decentrata, famiglie italiane. “Il popolo di Haiti non si lascia abbattere e schiacciare dai drammi della vita – afferma Fiammetta – questo desiderio irriducibile di affermare la forza della vita e la speranza del domani è ciò che lo caratterizza.”



I commenti sono chiusi